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Nella Rotonda della Besana semibuia i nove monitor Triniton della Sony emanavano lo stesso ipnotismo degli schermi televisivi, quelli dei nostri salotti, che trasmettono caroselli e telegiornali con i mezzibusti tanto dissacrati da Saviane. Gli spettatori restavano incollati ai video anche nei casi frequenti di noia. Guardavano la videoarte, non i telegiornali e i caroselli pubblicitari che tambureggiavano messaggi chiari; la videoarte, con le sue stranezze linguistiche, i suoi risultati tecnici non sempre brillanti, ma spesso a colori, novità a cui l’utente video italiano non è abituato.
La rassegna internazionale “Artevideo e Multivision” a Milano, ha avuto per me e per gli altri artisti coinvolti, il grande interesse di una verifica pratica dei presupposti ideologici dell’attività video connessa all’arte e alla cultura alternativa . (…)
Tommaso Trini
Alternativa Video: Milano, Rotonda della Besana, marzo 1975
D’ARS anno XVI n. 75, luglio 1975, pag. 12-21
a cura di Cristina Trivellin